Spiralis Mirabilis - La rivista italiana dedicata al Taiji Quan, al Qi Gong e alle arti marziali cinesi
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抱拳礼 bao quan li - Il saluto tradizionale

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Pagina pubblicata in data 29 marzo 2022
Aggiornata in data 22 aprile 2022

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Nell'antica Cina, il saluto fra due o più persone avveniva attraverso il gesto chiamato 作揖 zuò yī. Il carattere zuò ha differenti significati. Il significato più comune, e più utilizzato, è quello di "fare". Il carattere invece indica proprio l'atteggiamento che si assumeva in Cina, dai tempi antichi fino agli inizi del Novecento, con le mani per compiere il gesto del saluto.
La parola 作揖 zuò yī è quindi traducibile in italiano come "saluto tradizionale" (per differenzialo dall'odierno saluto che in Cina oggi è compiuto attraverso una stretta di mano).

Tanto che qualche nostalgico, in occasione dell'avvento della pandemia della COVID19, ha proposto di abbandonare il saluto all'occidentale, "pericoloso" gesto di diffusione del virus, per tornare al saluto tradizionale.

Quando il saluto è inteso in modo più formale, è invece chiamato con la parola 揖礼 yī lǐ.

Il carattere significa dono, rito, cerimonia. Per cui la parola 揖礼 yī lǐ può essere tradotta come "cerimonia del saluto", o "saluto cerimoniale", "saluto formale". Lo 作揖 zuò yī e lo 揖礼 yī lǐ erano compiuti nel medesimo modo, quello che li distingueva era l'atteggiamento con il quale gli si eseguiva.

Lo 作揖 zuò yī si utilizzava fondamentalmente in due situazioni sociali. Come gesto di "buon auspicio" quando si incontrava qualcuno, e nelle manifestazioni di cordoglio e/o dolore.

Se il palmo sinistro si appoggiava alla mano destra il gesto era fatto per "buon auspicio", per mostrare rispetto e/o gratitudine. Se invece era il palmo destro che si appoggiava alla mano sinistra, il gesto era eseguito per manifestare cordoglio" e/o dolore come ad esempio durante i funerali.

È importante notare che le donne generalmente compivano il gesto in modo "speculare" a quello compiuto dagli uomini, invertendo la posizione delle mani.

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Il saluto tradizionale compiuto da un uomo e da una donna

Fra i tanti, due si sono distinti

Il "saluto tradizionale" era eseguito in differenti modi, ma fra le molte modalità con cui veniva eseguito possiamo fondamentalmente individuare due: il saluto con entrambi le mani aperte inarcate ed il saluto con una mano aperta e con l'altra chiusa a pugno.

Prima di procedere nella lettura è importante puntualizzare un aspetto. La storia della Cina si dipana lungo ben quattro millenni. Il territorio che ha visto svolgersi questa lunga storia è immenso. In antichità la sua massima espansione arrivò a coprire 9 milioni di km2. Per capirne la dimensione è sufficiente pensare che l'Italia copre una superficie 30 volte più piccola (solo 301340 km2).

In questa vastità geografica, e infinità di tempo, è abbastanza facile intuire che le modalità con cui si compieva il saluto sono state molteplici e differenti. Di cui molte probabilmente sono andate perdute per sempre.

Quello che segue nelle prossime righe è il frutto di una ricerca che prosegue tutt'oggi, e che per quanto è condotta con precisione, va considerata comunque "parziale" per differenti motivi. Innanzi tutto, la gran parte delle conoscenze che ho sintetizzato in questo articolo deriva da tradizioni orali, tramandate di generazione in generazione nella cultura popolare.

Le fonti documentali sullo 作揖 zuò yī sono poche, ed alle volte sono distanti fra loro secoli e migliaia di chilometri. Per cui le informazioni qui di seguito riportate vanno prese quindi come informazioni utili a comprendere una cultura del saluto molto differente da quella Occidentale, ma senza la presunzione di avere certezze assolute.

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Un monumento statua dedicato al filosofo Confucio ritratto mentre compie il saluto tradizionale

il saluto con entrambi le mani aperte inarcate

È un gesto compiuto in piedi, in cui le due mani sono leggermente piegate con i pollici ripiegati, posizionate davanti o sopra il petto a formare con le braccia un arco, con la parte superiore del corpo leggermente piegata in segno di rispetto.

Secondo lo 周礼 zhōu lǐ, il "Classico dei riti" della dinastia 周朝 zhōu cháo (dinastia Zhou occidentale che va dall'XI secolo a.C. fino al 771 a.C.) esistevano già all’epoca diversi tipi di saluto a mani giunte, a seconda del grado di confidenza e della posizione sociale delle due parti.
Ad esempio, esisteva il saluto della terra, il quale si compiva indirizzando le mani giunte verso terra, il saluto del tempo, con le braccia distese in avanti, il saluto del cielo con le braccia verso l’alto, e così via.

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Il saluto tradizionale compiuto da un uomo e da una donna

Nelle scuole della dinastia 周朝 zhōu cháo, le 六艺 liù yì (le Sei Arti erano costituite dallo studio dei riti, della musica, del tiro con l'arco, condurre il carro, la calligrafia e la matematica) divennero il contenuto principale dell'educazione, e l'apparato dello Stato si concentrò molto sui riti, "ritualizzando" ogni momento della vita civile, stabilendo un rigido sistema di gradi sociali.

Quando Confucio insegnava le Sei Arti, sottolineava che "il coraggio senza galateo è il caos" e "il galateo militare è la chiave del successo marziale". L'importanza del "galateo" e del "coraggio" furono messi sullo stesso piano, ed il "galateo" divenne una parte obbligatoria del percorso dell'educazione alle arti marziali.

"Prima di imparare l'arte, bisogna conoscere l'etichetta; prima di imparare le arti marziali, bisogna capire le virtù".

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Il saluto tradizionale nelle arti marziali

Il 抱拳礼 bao quan li

Il segno più comune della presenza del galateo nelle arti marziali è per l'appunto il saluto tradizionale, conosciuto come "cerimonia del pugno" (拳礼 quán lǐ).

Un gesto rituale compiuto prima e dopo l'inizio di un esercizio, di una sessione di allenamento in coppia. È una parte delle virtù delle arti marziali. Segna l'inizio di una forma (套路 tào lù), è il simbolo di una scuola di arti marziali, ne riflette i valori e la morale.

Oggi, come nei tempi antichi, il galateo impiegato nelle arti marziali include diversi gesti rituali. Come il 抱拳礼 bàoquán lǐ, il saluto tradizionale, il 鞠躬礼 jū gōng lǐ, l'inchino rituale, il 点首礼 diǎn shǒu lǐ, il rituale del cenno della testa, il 注目礼 zhù mù lǐ, il rito di guardarsi reciprocamente negli occhi, il 器械礼 qì xiè lǐ, il saluto rituale con l'arma, il 递械礼 dì xiè lǐ, la cerimonia di consegna dell'arma, e così via.

Questo tipo di saluto oggi, come ieri, è caratteristico delle scuole di arti marziali. Questo saluto si compie in piedi. In linea generale il saluto nella Cina Antica veniva compiuto sempre in piedi, senza inginocchiarsi a terra o prostrarsi. Il saluto compiuto in ginocchio, nella tipica posizione chiamata "seiza" in lingua giapponese, è appannaggio della cultura nipponica.

Il nome 抱拳礼 bàoquán lǐ è composto dal carattere bào, che indica l'azione di abbracciare una persona ed esprime anche il concetto di tenere a cuore una persona. Dal carattere quán che significa pugno, e che insieme al carattere bào compone la parola 抱拳 bào quán, che serve proprio a descrive il gesto di "stringere un pugno nell'altra mano (in segno di rispetto)".
Il carattere , come abbiamo visto all'inizio di questo articolo, esprime il concetto di "regalo, rito o cerimonia".

Possiamo tradurre la parola 抱拳礼 bàoquán lǐ come: "cerimonia dell'abbracciare una persona unendo un pugno con una mano" o come cerimonia dell'abbracciare il pugno. In parole più semplici il 抱拳礼 bàoquán lǐ è definibile come "saluto tradizionale".

Come oramai dovrebbe essere chiaro a questo punto della lettura, nelle arti marziali cinesi, il saluto, riveste un ruolo essenziale. Dà inizio e pone ter­mine a molti momenti della pratica.
Generalmente, in una scuola di arti marziali, è proprio il saluto la prima cosa che si apprende.

Il saluto si esegue con calma, concentrazione, e secondo un cerimoniale prestabilito. È un segno di profondo rispetto verso il maestro caposcuola, gli insegnanti e gli altri compagni di pratica.

Il saluto nelle scuole di arti marziali è un vero e proprio rito dal profondo significato. Il suo valore è paragonabile al gesto del segno della croce che compiono i cristiani cattolici quando entrano in una chiesa.

Il saluto si compie prima di accedere al luogo di pratica, per mostrare rispetto al luogo dove si svolgerà la lezione, il saluto è compiuto dal maestro e dagli allievi per salutare le precedenti generazioni di maestri che hanno trasmesso gli insegnamenti della disciplina (nel luogo di pratica potrebbe essere presente un altare con le foto dei maestri o delle calligrafie con i nomi dei maestri a cui rivolgere il saluto).
Infine, il maestro esegue il saluto per salutare i propri allievi e gli allievi contraccambiano. Questo gesto ha un doppio significato. Il maestro si impegna a trasmettere le proprie conoscenze e ad ascoltare le esigenze dei propri allievi. Gli allievi si impegnano a ricevere gli insegnamenti e a dare il massimo del proprio impegno nella pratica.

Si può così comprendere come il gesto del saluto deve essere compiuto con un atteggiamento di compostezza e di serietà. Esso segna non solo l'inizio della pratica, ma di un periodo in cui il praticante assume un preciso atteggiamento mentale, fisico e d'animo.

Nella gran parte delle scuole di arti marziali il saluto si esegue appoggiando il palmo della mano sinistra sulla mano destra chiusa a pugno.

Le donne invece eseguono il gesto con la mano sinistra chiusa a pugno con il palmo della mano destra aperto appoggiato sull'altra.

Quanto ho appena scritto vale in linea generale, ovviamente non mancano le varianti. In alcune scuole di arti marziali il saluto è compiuto indistintamente da uomini e donne con la mano sinistra aperta appoggiata alla mano destra chiusa a pugno. In altre scuole le mani sono congiunte l'una nell'altra per richiamare il simbolo del 太极图 tài jí tú, e così via.

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Il saluto tradizionale nelle arti marziali

Un gesto, tanti significati

Alcuni ritengono che questo modo di salutare si sia diffuso in tutta la Cina intorno al XVII° secolo, associato al motto 反清复明 fǎn qīng fù míng, traducibile come "rovesciare i qīng, restaurare i míng".

Il motto contraddistingueva gli attivisti che volevano vedere restaurata la "vera cultura" Hàn e che vedevano nella cultura della dinastia qīng una cultura barbara (la dinastica míng regnò fra il 1368 ed il 1644, e fu un periodo di grande splendore per la Cina).

Nel saluto compiuto dagli attivisti le mani rappresentavano il giorno (la mano destra chiusa a pugno) e la notte (la mano sinistra con il palmo aperto appoggiato al pugno destro).

Il giorno (il sole ) simboleggiava la dinastia míng, la luce, e la notte simboleggiava la dinastia qīng, le tenebre (la luna yuè). Il palmo aperto rappresentava le forze positive ( yáng) ed il pugno chiuso le forze negative ( yīn).
Il portare le mani al torace stava ad indicare l’essere contro i dominatori stranieri e avere il cuore per la Cina.

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Il 抱拳礼 bàoquán lǐ nel corso dei secoli si è ovviamente caricato di differenti significati. Come probabilmente è successo con gli attivisti che desideravano vedere tornare la dinastia míng al potere.

Per questo motivo, qui di seguito ho raccolto sei possibili significati attribuiti al saluto tradizionale, quelli più comunemente diffusi (fra i tanti).

1) Il pugno rappresenta la forza e l’aggressività, mentre il palmo aperto rappresenta l’intelligenza, vale a dire l’intelligenza domina la forza.

2) Un altro significato, nella stessa linea, spiega che il pugno rappresenta la forza, il coraggio, e le quattro dita della mano sinistra simboleggiano la morale e l’intelligenza. Forza, coraggio, intelligenza e morale sono le qualità del praticante di arti marziali.

3) Un ulteriore significato vede le cinque dita del pugno rappresentare i cinque laghi più famosi della Cina (il 洞庭湖 dòngtíng hú, il 太湖 tài hú, il 鄱阳湖 Póyáng hú, il 青海湖 qīnghǎi hú e il 呼伦湖 Hū lún hú). Mentre le quattro dita estese della mano sinistra rappresentano i quattro oceani del mondo (Pacifico, Atlantico, indiano ed Artico).

L’unione di entrambe le mani simboleggia il gemellaggio fra i diversi popoli della Terra. Questo significato del saluto tradizionale è associato al detto 五湖四海皆兄弟 wǔhú sìhǎi jiē xiōngdì, traducibile come "fratelli in tutti gli angoli del mondo", modo di dire tratto dal libro 《论语·颜渊》 <<Lúnyǔ·yányuān>>, conosciuto in Italia come "Dialoghi di Confucio" ed in lingua inglese come "The Analects of Confucius: Discourses and Dialogues of K'Ung Fu-Tsze Compiled by His Disciples".

4) Le quattro dita della mano che avvolge il pugno simboleggiano rispettivamente la virtù , la sapienza zhì, il corpo e la bellezza měi.
Il dito pollice piegato all’interno simboleggia l'umiltà. Il pugno chiuso invece rappresenta la propria volontà e la forza da impiegare nella pratica marziale.

5) Al palmo sinistro è attribuito il ruolo di rappresentare la sfera della cultura ( wén) mentre il pugno destro rappresenta la sfera marziale ( ).
Rappresenta la capacità del praticante di mantenere il controllo, la pace, sulla propensione a combattere.

6) La posizione delle mani nel saluto possiamo anche vederla come l’incontro tra il Drago Verde e la Tigre Bianca, rappresentazione del dualismo Yin - Yang.
Il Drago Verde, 青龙 qīng lóng (il palmo sinistro) rappresenta l’est, la primavera, l'energia vitale che dalla profondità della Terra esce verso la luce. La Tigre Bianca, 白虎 Bái hǔ (il pugno destro), rappresenta l’ovest, l’autunno, il ripiegamento, la tigre discende dalla montagna ed annuncia la neve.

A conclusione di questa riflessione sul saluto tradizionale, va aggiunto che spesso al saluto gestuale è associato anche un saluto verbale, che ovviamente può variare da scuola a scuola.

Uno fra i più diffusi modi di salutarsi è il seguente:
All'inizio della lezione
Maestro: 同学们好 tóngxuémen hǎo (Salve studenti)
Allievi: 老師好 lǎoshī hǎo (Salve maestro)

Alla fine della lezione
Maestro: 同学们再見 tóngxuémen zàijiàn (Studenti arrivederci)
Allievi: 老师再见 lǎoshī zàijiàn (Maestro arrivederci)

Pratica la tua conoscenza.
实践真知
shíjiàn zhēnzhī

Francesco Russo

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BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".

Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太极拳tàijí quán).

Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (杨式yáng shì), presso il Centro Ricerche Tai Chi di Venezia, ha scelto di studiare lo stile Chen (陈式chén shì), proposto dal Maestro Francesco Tollin, fondatore e capo scuola della scuola di arti marziali tradizionali Quan Cong.

Oggi studia, pratica ed insegna il Taiji Quan stile Chen (陈式太极拳Chén shì tàijí quán) ed il Qi Gong (气功Qì gōng).

Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太极拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.

Nel 2021 decide di dare vita ad una rivista dedicata al Taiji Quan (太极拳tàijí quán), ed al Qi Gong (气功Qì gōng) ed alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.

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一口气。一套太极拳。一个世界。
Yī kǒuqì. Yī tào tàijí quán. Yīgè shìjiè.

—— 武小五

Un solo respiro. Una sola sequenza di Taiji. Un solo mondo.
—— 武小五

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