Francesco Russo - Direttore Spiralis Mirabilis, studioso, praticante e insegnante di arti marziali tradizionali cinesi
Pagina pubblicata in data
19 gennaio 2026
Aggiornata il 20 gennaio 2026
Secondo la tradizione cinese, la conoscenza dell’oroscopo permette di capire la persona che si è e di capire le persone che si incontrano.
Per riuscire in questo è necessario studiare non solo l’animale dell’anno in cui la persona è nata, ma anche diversi altri elementi: il segno lunare che governa l’ora di nascita, il segno solare corrispondente al proprio segno lunare, l’elemento dell’anno di nascita, l’elemento fisso del proprio segno e l’animale che governa il mese di nascita.
Integrando tutti questi fattori e valutandone gli effetti, secondo la tradizione dell'oroscopo si dovrebbe poter scoprire la persona che si è "veramente".
Oltre a comprendere la propria persona, sempre secondo la tradizione cinese, è possibile prevedere l’andamento e la natura delle relazioni personali e professionali.
Infine, le conoscenze acquisite con l’analisi del proprio oroscopo possono anche far luce sul perché non si è in sintonia con certe persone e perché al contrario con altre persone si ha un’istantanea simpatia.
L’astrologia in Cina non è un "corpus unicum", infatti, nella terra del dragone vi sono tuttora vitali molteplici sistemi astrologici, fra loro differenti e alle volte in "contraddizione".
Fino al 1912, anno in cui l’ultimo imperatore fu destituito, l’astrologia fu una questione rigorosamente di Stato, riservata all’imperatore e vietata al popolo. Tanto che si minacciava con la pena capitale chi avesse osato consultare le stelle senza il consenso dell’imperatore.
Gli astrologi imperiali nel corso del tempo hanno elaborato delle tavole (chiamate effemeridi) che permettevano di conoscere le posizioni dei pianeti e delle stelle per ogni giorno dell’anno e, di conseguenza, la loro consultazione permetteva di elaborare un oroscopo senza l’osservazione diretta del cielo.
Nell’essere umano è innato e forte il desiderio di conoscere il futuro, o meglio, di conoscere il proprio fato (conoscere la volontà degli dèi) e, quindi, poter prendere in mano il proprio destino.
Per non incorrere nel rischio della pena capitale, il popolo si dotò di diversi sistemi astrologici semplificati di facile consultazione e che non facessero ricorso all’osservazione del movimento dei pianeti e delle stelle.
In particolare che non avessero bisogno delle tavole effemeridi.
Sistemi che prevedevano la sostituzione dei moti dei pianeti con cicli numerici regolari (che cercavano di riprodurre sommariamente il movimento dei pianeti e delle stelle).
I più antichi reperti a nostra disposizione che fanno chiara allusione alla predizione del futuro sono risalenti alla dinastia 商 shāng e sono costituiti da ossa incise con brevi testi (a riguardo dell’uso delle ossa nei riti divinatori è possibile leggere l’articolo "Breve storia della scrittura cinese").
Si tratta di testi piuttosto frammentari e non sempre di facile interpretazione, sono però importanti testimonianze archeologiche di un sistema di "divinazione del futuro".
Una buona quantità di riferimenti a un sistema astrologico non manca neppure nei testi classici, primo fra tutti il testo oracolare 易經 yìjīng (1100 a.C.), nel "Libro dei riti" (禮記 lǐjì) risalente alla dinastia degli 週 zhōu, che contiene un prototipo degli odierni almanacchi.
Negli "Annali delle Primavere e Autunni del maestro Lu" 呂氏春秋 lǚ shì chūnqiū, una registrazione degli avvenimenti storici compresi fra l’VIII e il V secolo a.C., compaiono commenti di carattere astrologico come, ad esempio, l’osservazione della cometa di Halley.
Il "Libro della poesia" (詩經 shījīng), risalente a un periodo compreso tra il X e il VII secolo a.C., riveste una certa importanza non solo dal punto di vista della letteratura ma anche riguardo l’osservazione del cielo. Al suo interno, infatti, vi sono catalogati i nomi delle stelle e delle costellazioni.
Altre fonti da tenere in considerazione sono lo Shiji (史記 shǐjì) di 司馬遷 sīmǎ Qiān e il "Libro del maestro di Huainan" (淮南子 huáinánzǐ), scritti nel II secolo a.C. sulla base di fonti molto anteriori, contengono alcuni importanti capitoli sulla divinazione, l’astronomia e la formazione del calendario.
Quello che dell’astrologia cinese è giunto e si è diffuso in Occidente, la nota serie dei dodici animali, ha ben poco da spartire con il complesso sistema cinese dell’osservazione del cielo.
La serie dei dodici animali che compone oggi lo zodiaco cinese, 生肖 shēngxiào o 屬相 shǔxiāng, è stata introdotta in Cina relativamente tardi, soltanto nel IX-X secolo d.C., quando l’astrologia nel Paese del Dragone era in uso da almeno tremila anni. Si stima, infatti, che il sistema astrologico cinese (inteso come l’insieme dei vari sistemi) ha fra i 4000 e i 4500 anni.
Fra le leggende più note sull’origine dei dodici animali c’è quella che vede protagonista il Buddha.
La leggenda narra che il Buddha sentendo che la sua vita sulla Terra stava per terminare decise di chiamare a sé tutti gli animali per un ultimo saluto.
Solo però dodici animali risposero al suo invito. Per premiare la loro fedeltà il Buddha decise di assegnare a ciascuno di loro un anno del "grande anno" (concetto approfondito nella seconda parte di questo speciale).
Il primo ad arrivare fu il topo, che si arrampicò sul dorso del bue e in prossimità della meta saltò giù dal dorso di quest’ultimo divenendo il primo ad arrivare. Seguirono, quindi, il bue, la tigre, il coniglio, il drago, il serpente, il cavallo, la capra, la scimmia, il gallo, il cane e, infine, il maiale, che arrivò appena in tempo per salutare il Buddha.
Oltre alla leggenda che vede il Buddha è molto diffusa la leggenda che vede protagonista l’Imperatore di Giada.
Questa leggenda racconta che l’Imperatore di Giada in occasione del suo compleanno decise di indire una competizione per scegliere gli animali che sarebbero diventati protagonisti dello zodiaco.
La gara prevedeva di percorrere il più velocemente possibile un percorso particolarmente difficile e pieno di ostacoli fra i quali superare un fiume.
Il gatto e il topo, sapendo di essere più lenti degli altri animali, decisero di sfruttare la loro furbizia e chiesero un passaggio al bue, promettendogli però di tagliare il traguardo dopo di lui.
Il bue, famoso per la sua gentilezza, acconsentì e li caricò sulla groppa. Mentre il bue attraverò un fiume il topo spinse giù il gatto. Dopodiché, in prossimità del traguardo, il topo saltò con rapidi balzi dal dorso del bue e tagliò il traguardo per primo.
Il topo divenne così il primo animale dello zodiaco, diventando però simbolo di quelle persone disposte a tutto per ottenere ciò che vogliono.
Il bue si classificò secondo e il gatto, continuando ad annaspare, giurò vendetta contro il topo. Ebbe inizio così il famoso rancore tra i due animali che continua ancora oggi.
La tigre, frenata dalla corrente del fiume, arrivò terza e subito dopo arrivò il coniglio che saltando sulle pietre che uscivano dall’acqua aveva superato molti degli altri animali partecipanti alla gara mentre nuotavano.
Il drago, che tutti avevano pensato si sarebbe classificato primo, arrivò in quinta posizione. Al pubblico meravigliato spiegò che si era dovuto fermare ad aiutare un villaggio in miseria a causa della siccità. Usò i suoi poteri per far piovere e dissetare gli abitanti del villaggio. Il drago divenne così simbolo di grande magnanimità.
Poco dopo uno scalpitio di zoccoli fece pensare a tutti che il sesto classificato sarebbe stato il cavallo, ma così non fu. Il serpente, scaltro come pochi altri animali, si era silenziosamente arrotolato intorno a una gamba del cavallo e, appena prima che tagliasse il traguardo, schizzò in avanti e ottenne la sesta posizione. Il cavallo divenne così il settimo animale.
A seguire la capra, la scimmia e il gallo, che collaborarono per la durata dell’intero percorso per assicurarsi di riuscire a superare anche gli ostacoli peggiori. Le persone nate sotto il segno di questi animali sono note, infatti, per avere un grande spirito di squadra e una grande lealtà.
Il cane, non essendo riuscito a resistere alla tentazione di giocare un po’ nell’acqua del fiume, arrivò in undicesima posizione mentre l’ultima venne assegnata al maiale che riuscì ad arrivare al traguardo tra un sonnellino e l’altro divenendo così simbolo di pigrizia.
1) Topo (鼠, shǔ)
2) Bue o bufalo (牛, niú)
3) Tigre (虎, hǔ)
4) Coniglio o lepre (兔, tù)
5) Drago (龍, lóng)
6) Serpente (蛇, shé)
7) Cavallo (馬, mǎ)
8) Capra o pecora (羊, yáng)
9) Scimmia (猴, hóu)
10) Gallo (雞, jī)
11) Cane (狗, gǒu)
12) Maiale o cinghiale (豬, zhū)
Topo
Abilità, fascino, capacità di attrarre, socievolezza, ingegno, perspicacia, accortezza, accentuato e profondo interesse per tutto quanto concerne le questioni economiche, tendenza al risparmio e all’accumulo, desiderio d’arrampicarsi in società, furbizia, opportunismo, avarizia, pettegolezzo.
Bue
Rigidità, costanza, metodo, attaccamento al lavoro e alle proprie abitudini, indipendenza, sentimenti solidi ma espressi a fatica, economia, frugalità, disciplina, ordine, collere rare ma violente, massima affidabilità, praticità, mancanza di immaginazione, resistenza fisica, potenza, praticità, realismo.
Tigre
Coraggio, passione, impeto, fascino, massima competitività, orgoglio, tendenza a dominare l’ambiente, mancanza di autocontrollo, aggressività, egocentrismo, grinta e capacità di risolvere anche le questioni più spinose.
Coniglio
Riservatezza, pigrizia, dolcezza, interessi artistici, amore per la casa e le comodità, benevolenza, conversazione forbita, un pizzico di opportunismo, tendenza a evitare il confronto con la realtà, timore eccessivo.
Drago
Vitalità, instabilità, imprevedibilità, decisione, fascino magnetico, fortuna, eleganza, esibizionismo, presunzione, doti carismatiche, capacità di stravincere in qualsiasi situazione, gusto per l’esotismo e per il mistero ma con un pizzico di superficialità e di intolleranza.
Serpente
Prudenza, ossessività, attrazione verso tematiche occulte e misteriose, fascino, eleganza innata, erotismo, saggezza venata di un pizzico di ingenuità, facilità a scandalizzarsi, segretezza, silenzio, freddezza in caso di collera, infedeltà, incapacità di accettare consigli e direttive.
Cavallo
Indipendenza, intolleranza, egoismo, massima mobilità, attrazione per lo sport, i viaggi, le esperienze nuove, socievolezza e altrettanto desiderio di libertà, irresponsabilità, disimpegno, focosità, estroversione.
Capra
Capricci, opportunismo, incapacità di accontentarsi, disordine, invadenza, mancanza di metodo e di grinta, ma anche dolcezza, compassione, intuizione, senso artistico, docilità di carattere, amore per la pace.
Scimmia
Audacia, iperattività, astuzia, abilità, capacità di cavarsela sempre brillantemente, anche nelle situazioni più imbrogliate, inventiva, umorismo, mutevolezza, socievolezza, grande attaccamento ai figli, un pizzico di disonestà.
Gallo
Franchezza, onestà, amore della verità, puntualità, precisione, assoluta mancanza di diplomazia, ruvidità di carattere, impegno professionale, agonismo, esibizionismo, stravaganze.
Cane
Onestà, fedeltà, protezione e amicizia offerti incondizionatamente, assoluta affidabilità, ma anche pessimismo, diffidenza, carattere difficile, possessivo e brontolone.
Maiale
Ingenuità, soddisfazioni materiali, golosità, passione, amore per la casa e la famiglia, giovialità, gusto per le riunioni conviviali, senso della giustizia e dell’onore, spirito cavalleresco, prodigalità.
La manifestazione delle caratteristiche associate a ogni animale non avviene per tutte le persone nella stessa maniera. Assume una sfumatura diversa a seconda del tronco e dell’agente abbinato all’animale (concetti presentati nella seconda parte di questo speciale).
Un topo di "legno" esprimerà le proprie caratteristiche in maniera più duttile e creativa rispetto a un topo di "fuoco", che tenderà a imporle. Un topo "acqua" agirà in silenzio mentre uno di "terra" lo farà lentamente ma stabilmente e uno di "metallo" esprimerà durezza e resistenza nel conseguimento dei propri obiettivi.
Occorre inoltre tener presente che l’aspetto yin o yang, quello che si manifesta secondo due diverse modalità d’essere nelle cinque azioni, agisce anche sugli animali.
Tutti gli animali dispari, contandoli secondo l’ordine dei segni, ovvero topo, tigre, drago, cavallo, scimmia, cane, sono yang e, quindi, attivi, estroversi, impegnati ad agire sul proprio destino.
Tutti i pari bue, coniglio, serpente, capra, gallo, cinghiale, sono yin, ricettivi, introversi e meno appariscenti.
Metti in pratica la vera conoscenza
實踐真知
shíjiàn zhēnzhī
Francesco Russo
NOTE SULLA TRASCRIZIONE FONETICA
Le parole in lingua cinese quando appaiono per la prima volta sono riportate in cinese tradizionale con la traslitterazione fonetica. A partire dalla seconda volta, la parola è riportata con il solo pinyin senza indicazioni degli accenti per favorire una maggiore fluidità della lettura dei testi.
BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".
Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).
Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).
Oggi studia, pratica e insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.
Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.
Nel 2021 decide di dare vita alla rivista Spiralis Mirabilis, una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.
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