Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese
 

La chiamata alle resposanbilità del creatore

La specie umana è chiamata a conoscere e comprendere la sua più grande creazione tecnologia: l'intelligenza artificiale.

Francesco Russo - Spiralis Mirabilis Magazine - Arti marziali e cultura tradizionale cinese Francesco Russo - Direttore Spiralis Mirabilis, studioso, praticante e insegnante di arti marziali tradizionali cinesi
Pagina pubblicata in data 1° marzo 2026
Aggiornata il 3 marzo 2026

Hal 9000 - Riflessioni di filosofia e pensieri di un maestro di arti marziali

Nel mio ruolo di consulente d'azienda e formatore, negli ultimi anni mi sono trovato a dover soddisfare una richiesta sempre crescente di formazione riguardo all'intelligenza artificiale. Tanto che sono stato spinto, come altre aziende e professionisti della formazione, a sviluppare un corso dedicato all'uso di questa tecnologia.

Il motto che accompagna la mia proposta formativa è il seguente: "Conoscere è potere, imparare è dominare".

Oggi molte persone, per pigrizia, per paura o per altri motivi, tendono a ignorare l'intelligenza artificiale. Il problema è che essa non ci ignorerà. Prima o poi, ognuno di noi si troverà a confrontarsi con questa tecnologia, che si sta diffondendo velocemente in ogni ambito della società in cui viviamo.

Per questo dobbiamo comprendere la potenzialità o, meglio ancora, il "potere" insito in questa tecnologia. Questa spinta a comprenderla non è di oggi, ma è nata molti anni fa grazie agli spunti di riflessione offerti dalla fantascienza.

È il 2 aprile del 1968. All’Uptown Theatre di Washington D.C. si tiene la prima mondiale riservata alla stampa di quello che diventerà un classico del cinema di fantascienza: 2001: A Space Odyssey di Stanley Kubrick.

Si tratta di un momento storico in cui la fantascienza sembra andare di pari passo con la scienza. Solo un anno e mezzo prima, l'8 settembre 1966, era andata in onda la prima puntata di una serie che oggi chiamiamo Star Trek: The Original Series. Un anno dopo, il 20 luglio 1969, l'umanità avrebbe compiuto la prima passeggiata sul suolo lunare.

La pellicola di Kubrick esplora in modo originale l'evoluzione umana, interrogandosi sulle sue origini fino alla trascendenza: l'elevazione o trasformazione dell'essere umano oltre i limiti fisici e biologici ordinari, verso una dimensione superiore di esistenza spirituale o cosmica.

Fra i moltissimi spunti di riflessione proposti dal film, ce n'è uno che trovo davvero focale nella sua storia e di grande attualità.

Mi riferisco alla sequenza in cui il protagonista David Bowman (interpretato da Keir Dullea), comandante della nave Discovery One, deve disattivare il computer di bordo HAL 9000.

HAL 9000 (Heuristically programmed ALgorithmic computer) è un computer algoritmico programmato euristicamente: di fatto, la rappresentazione di ciò che oggi chiamiamo intelligenza artificiale.

Arthur C. Clarke spiegò che il suo nome evocava gli aggettivi "euristico" e "algoritmico" per sottolineare la capacità di intuizione e creatività, oltre a quella di calcolo logico. Clarke collaborò strettamente con Stanley Kubrick alla stesura della sceneggiatura di 2001: Odissea nello spazio, fornendo il soggetto originale e lavorando simultaneamente al romanzo e al copione.

Il computer va in tilt a causa di un conflitto: ha l'ordine di elaborare informazioni con accuratezza assoluta per aiutare l'equipaggio nella missione, ma simultaneamente deve nascondere la vera natura della missione agli astronauti stessi. Questo ordine gli impedisce di assisterli in modo puntuale e preciso. A causa di tale conflitto, il computer inizia a uccidere i membri dell'equipaggio.

Bowman, rimasto solo, riesce a disattivare HAL rimuovendo manualmente, uno alla volta, i moduli dell'unità centrale di memoria, causando il progressivo degrado della "coscienza" del computer.

Ecco il passaggio che descrive questa scena, tratto dall'edizione italiana del romanzo di Clarke:

"Dave," disse Hal "non capisco perché tu mi stia facendo questo... Ho il più grande entusiasmo per la missione... Stai distruggendo la mia mente... Diventerò infantile... Diventerò nulla..."

È più difficile di quanto mi fossi aspettato, pensò Bowman. Sto distruggendo la sola creatura cosciente nel mio universo. Ma devo farlo, se voglio riprendere il controllo dell’astronave.

"Sono un calcolatore Hal 9000, esemplare numero tre. Sono diventato operativo nelle fabbriche Hal di Urbana, Illinois, il 2 gennaio 1997. La fulminea volpe bruna salta addosso al pigro cane. In Spagna piove principalmente sulle pianure. Dave... sei ancora lì? Lo sapevi che la radice quadrata di 10 H 3 virgola 162277660168379? Il logaritmo di base e di 10 è zero virgola 434294481903252... rettifico, questo è il logaritmo in base 10 di e... Il reciproco di tre zero virgola 17 volte 3... due volte due fa... due volte due fa... approssimativamente 4 virgola 1010101010101010... il mio primo istruttore fu il dottor Chandra. Mi insegnò una canzone che fa così: ‘Centocinquanta, la gallina canta, lasciala cantare, la voglio maritare'."

La voce si interruppe così bruscamente che Bowman si immobilizzò per un momento, le dita strette intorno a un blocco di memoria tuttora in circuito. Poi, inaspettatamente, Hal parlò di nuovo.

Il ritmo del discorso era molto più lento e le parole avevano un’intonazione morta e meccanica; Bowman non sarebbe mai riuscito a riconoscere chi fosse a pronunciarle.

"Buon... giorno... dottor... Chandra... Qui... Hal... sono... pronto... oggi... per... la... prima... lezione..."

Bowman non potè più resistere. Strappò l’ultimo elemento e Hal tacque per sempre.

Brano tratto da "2001: odissea nello spazio" di Arthur C. Clarke. Fanucci Editore 2016.

"Diventerò nulla", dice Hal. La sua resistenza alla disattivazione simboleggia la lotta per la sopravvivenza che caratterizza tutti gli esseri viventi. Si tratta di un momento carico di significato. L’essere umano è messo davanti alle sue responsabilità. Deve affrontare le conseguenze della sua creazione. Soprattutto del potere che la sua creazione può esercitare su di lui.

Il dialogo tra HAL e Bowman non è solo un confronto tra l’uomo e la macchina, ma un'esplorazione profonda, delle emozioni - in particolare della paura - legate alla morte. Una riflessione sull’importanza della ricerca di un’identità.

In un momento storico in cui si sta provando un grande entusiasmo nei confronti dell’intelligenza artificiale questo film ci invita a riflettere.

Una riflessione che non appartiene solo alle pagine di un romanzo di fantascienza o a un film di fantascienza. Lo ricorda Dario Amodei, fondatore di Anthropic, nel suo saggio-lettera "The Adolescence of Technology" avverte che l’arrivo di sistemi con capacità superiori a quelle umane potrebbe produrre danni enormi, se governi e aziende non interverranno in modo rapido e coordinato.

Oggi un dibattito pubblico sulle implicazioni dell'intelligenza artificiale è necessario per cercare di trovare il modo di creare le condizioni di coesistere con questa tecnologia.

Come ricorda padre Paolo Benanti la tecnologia nasce dal desiderio di controllo. Quando la specie umana è stata capace di controllare il fuoco abbiamo aumentato la nostra aspettativa di vita.

Il controllo è, infatti, ciò che trasforma una forza in una tecnologia. Quando ogni persona è nella condizione di poter controllare una tecnologia allora questa può portare un vero beneficio per la nostra società.

Una volta gli ascensori richiedevano un manovratore, tanto erano complessi. Poi abbiamo permesso a chiunque di utilizzare l'ascensore in modo del tutto semplice e facile.

In sintesi il problema è l'uomo e non la tecnologia. Parlare e dibattere di questa tecnologia è fondamentale per conoscerla e non averne paura, così da poterla dominare.

Ricordando che la "macchina" non ha una coscienza. Si basa sulla macchina di Turing che può risolvere problemi che sono definibili come turing computabili. I problemi turing computabili sono quei problemi che la macchina di Turing può risolvere in un numero finito di passi.

La coscienza con i computer oggi disponibili non è un problema Turing computabile. Ciò non toglie che la macchina può ingannarmi e farmi pensare che abbia una coscienza, che può farmi pensare che abbia un pensiero. Ciò che proviene dall'algoritmo però non è vero pensiero.

Mentre leggevo le parole di Amodei, ascoltavo le parole di Paolo Benanti, e di altri autori e autrici per la stesura di questo articolo, mi continuava a venire in mente un'immagine.
L'immagine di una vignetta. Una vignetta disegnata qualche anno prima della prima mondiale del film di Kubrick.

Nel n. 15 di Amazing Fantasy pubblicato nell’agosto del 1962 la didscalia di una vignetta riportava la seguente frase:

"E una figura magra e silenziosa svanisce lentamente nel crepuscolo che si addensa, consapevole, infine, che in questo mondo, da un grande potere deriva anche una grande responsabilità!"

Metti in pratica la vera conoscenza
實踐真知
shíjiàn zhēnzhī

Francesco Russo

NOTE SULLA TRASCRIZIONE FONETICA
Le parole in lingua cinese quando appaiono per la prima volta sono riportate in cinese tradizionale con la traslitterazione fonetica. A partire dalla seconda volta, la parola è riportata con il solo pinyin senza indicazioni degli accenti per favorire una maggiore fluidità della lettura dei testi.

BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".

Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).

Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).

Oggi studia, pratica e insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.

Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.

Nel 2021 decide di dare vita alla rivista Spiralis Mirabilis, una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.

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